Bulicame, Viterbo

Quinta tappa della Via Francigena

La città dei Papi

Proseguendo sulla via Cassia, da Vetralla si giunge a Viterbo, la città vecchia, sicuramente una delle tappe più interessanti dell'itinerario di Sigerico di Canterbury.

La stazione di posta (mansio) è indicata dall'arcivescovo con il nome di Sce Valentine   e si trovava nei pressi della famosa sorgente termale di Bullicame citata anche da Dante nell'Inferno.

Le origini di Viterbo sono ancora incerte, anche se tracce della sua antica fondazione farebbero risalire l'insediamento umano addirittura al Neolitico. È solo al tempo di Carlo Magno, e grazie  anche alla distruzione della vicina città di Ferento , che la città vecchia entra tra i possedimenti della Chiesa e, nel periodo delle lotte tra il papato e l'imperatore Federico II, assume un ruolo importante nelle vicende dello Stato Pontificio divenendo infine sede papale.

È grazie alla politica filo-papale delle famiglie nobili cittadine che Viterbo vive nel XIII° secolo il suo periodo aureo, legando la sua fama alle burrascose elezioni dei papi, alla più famosa delle quali, l'elezione papale del 1268-1271 , si deve il termine “conclave”.

Con l'inizio della cattività avignonese  per Viterbo cominciò un lungo periodo di decadenza e anche se la città continuò ad essere legata alle vicende dello Stato della Chiesa, non conobbe più i fasti di un tempo.

Ma le tracce del suo passato glorioso splendono ancora nel panorama urbano di quella che sarà per sempre la Città dei Papi e Viterbo è sicuramente uno dei luoghi da visitare  almeno una volta nella vita.

Il capoluogo della Tuscia ha il centro storico medievale più grande d'Europa, all'interno del quale il quartiere di San Pellegrino, sul percorso della via Francigena, si distingue perché particolarmente ben conservato.

Sul colle del Duomo, ha sede il ricco Museo del Colle del Duomo, diviso in tre sezioni (archeologica, storico-artistica e arte sacra), che sovrintende inoltre alle visite al meraviglioso Palazzo dei Papi, sede dell'imponente Sala del Conclave e della famosa Loggia delle Benedizioni, e alle parti altrimenti inaccessibili della Cattedrale di San Lorenzo.

Ma i monumenti e i luoghi di interesse in città sono tantissimi, dalle mura medievali sulle quali si aprono le storiche porte Romana, Fiorentina e Faul, alle numerose piazze arricchite da antiche fontane, passando per la leggendaria torre della Bella Galiana e gli importanti luoghi di culto come la Chiesa di Santa Maria Nuova, la Chiesa di San Silvestro, l'Abbazia di San Martino al Cimino e il Santuario della Madonna della Quercia.

Inoltre, per gli amanti del turismo sotterraneo, Viterbo sotterranea offre un'imponente rete di cunicoli scavati interamente nel tufo sotto al centro storico e attualmente in parte visitabile.

Il territorio di Viterbo è anche ricco di testimonianze archeologiche e i siti di maggiore interesse a riguardo sono la Necropoli di Castel D'Asso, i resti della città di Ferento , ad appena sei chilometri dal centro, e la Necropoli di Norchia .

Per gli amanti della natura e del verde, sempre lungo la via Francigena, nei pressi della fonte sulfurea di Bullicame, si trova l'Orto Botanico Angelo Rambelli, uno degli orti botanici più belli d'Italia, mentre è sicuramente da non perdere, nella frazione di Bagnaia, la meravigliosa Villa Lante, sede di uno dei più famosi giardini italiani di tipo manieristico, votato nel 2011 come Parco più bello d'Italia.

Voluta nei primi anni del '500 dal Cardinale Giovanni Francesco Gambara e ideata dal Vignola , Villa Lante è famosa soprattutto per i giochi d'acqua e le fontane dei giardini che comprendono, tra le altre cose, la celebre Fontana dei Mori del Giambologna.

Tra gli eventi da non perdere assolutamente se si è in zona ai primi di settembre è la Macchina di Santa Rosa, una processione che la sera del 3 settembre di ogni anno, da quattro secoli, anima Viterbo per celebrare la Santa Viterbese. Al centro dei festeggiamenti la statua di Santa Rosa posta in cima a un baldacchino trionfale che viene rinnovato ogni cinque anni, e che attualmente è alto trenta metri e pesante 51 quintali, condotto sulle spalle da un centinaio di uomini chiamati Facchini di Santa Rosa. Una festa che rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane e che nel 2013 è stata inserita tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità dall'UNESCO.

PERCORSI VICINI

Tra i luoghi facilmente raggiungibili da Viterbo ci sono: BOMARZO sede del famoso Parco dei Mostri (circa 20 minuti in auto)

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